YAMAHA RD 350 LC  (4L0)


 

LA SCHEDA TECNICA

 

Casa costruttrice: Yamaha Motor Company Ltd, 2500 Shingai Iwata Shi, Shizuoka Ken.

Prezzo chiavi in mano (1980): Lire

Forma di garanzia: 12 mesi.

Colori (RD): bianco; nero; blu. Telaio sempre nero.

Colori (RZ): bianco; nero; blu; rosso. Telaio sempre nero.


MOTORE
Due tempi, due cilindri paralleli, raffreddato a liquido.

Alesaggio e corsa mm 64 x 54; cilindrata totale 347 cc. Rapporto di compressione 6.25:1, potenza max. 35 KW (47 cv) a 8.500 gin'; coppia max. 39 Nm (4.0 Kgm) a 8.000 giri. Ammissione lamellare.

Due carburatori Mikuni SS da 26 mm. Lubrificazione automatica separata tipo Autolube; lubrificazione cambio tramite pompa trocoidale. Accensione elettronica a scarica capacitiva (CDI). Avviamento a pedivella sul lato destro.


IMPIANTO ELETTRICO
Tensione di funzionamento 12 Volt Generatore: altematore da 190 Watt. Batteria da 12 V, 5.5 A/h.


TRASMISSIONI
Primaria ad ingranaggi a denti elicoidali, finale a catena.

Frizione multidisco in bagno d'olio. Cambio a sei marce.


CICLISTICA
Telaio a doppia culla chiusa, in tubi di acciaio a sezione tonda;

Forcellone posteriore in acciaio a sezione tonda;

Interasse 1365 mm, inclinazione cannotto 27,10°, avancorsa 102 mm;

Forcella teleidraulica non regolabile, con steli da 32 mm ed escursione 140 mm, olio SAE 10/20.

Sospensione posteriore Monocross, escursione ruota 110 mm.

Freno anteriore a doppio disco da 260 mm con pinze flottanti a Doppio pistoncino; posteriore a tamburo diametro 160 mm.

Ruote in lega a cinque razze sdoppiate tangenziali con canale da 1.85x18;

Pneumatici: ant. 3.00x18, posteriore 3.50x18.


RIFORNIMENTI
S
erbatoio carburante lt. 16 di cui 1.9 di riserva; serbatoio olio lubrificazione separata lt. 1.6; olio cambio lt. 1.7 SAE 10/30; liquido refrigerante lt. 1.8.


DIMENSIONI E PESO
Lunghezza 2.085 mm, larghezza 705 mm, altezza 1135 mm,

altezza sella 780 mm, diametro sterzata 6200 mm. Peso kg 139 senza carburante.



 

Al Tokio Motor Show del 1979, la YAMAHA presentò la RD 350 LC. Una decisa svolta estetica e prestazionale alle 2 tempi dell'epoca.

Ma in quegli anni la casa di Iwata si trovò davanti al blocco imposto dalla normativa italiana sulle importazioni di moto dall'estero inferiori a 380 cc: questa limitazione non fece altro che incrementare l'aspettativa per questa

fantastica moto, divenuta in poco tempo il sogno dei diciottenni dell'epoca.


 

 

LA STORIA DELLA 4L0

Nel 1979 al salone di Parigi, viene presentata ufficialmente una nuova versione dell' RD, il modello denominato LC (Liquid Cooled). Successivamente, al salone di Colonia nel 1980 viene presentata un nuova versione, con cupolino solidale al faro e puntale, che affiancherà la versione nuda.

Questo modello è stato il primo ad essere importato in Italia dalla Belgarda, la quale riesce solo nel 1981 a far arrivare 200 moto, a causa delle limitazioni applicate dalla normativa italiana alle importazioni per i veicoli con meno di 380 cc.
L'adozione del raffreddamento a liquido rappresenta un notevole incremento sia di potenza quanto di affidabilità del motore, rispetto alle precedenti versioni con i cilindri raffreddati ad aria.

Il motore ritorna alle misure che diverranno classiche e cioè 347cc. di cilindrata con alesaggio per corsa pari a 64X54 mm.

Il rapporto di compressione scende a 6.25:1, con un volume di camera di scoppio di 21 cc.

 

         

 

I cilindri hanno le canne in ghisa con riporto di alluminio, ed una misura di rialesaggio massimo pari ad 1mm.

La luce di scarico ovale ha un'altezza di 30 mm dal piano superiore del cilindro mentre quella di ammissione riporta una lunga "unghiata" che termina ad una altezza di 43 mm.

I quattro travasi hanno una inclinazione dei canali notevole, con flusso gassoso indirizzata nella parte alta del cilindro. Sul mantello del pistone si situano due fori di 16 mm di diametro sul lato dell' aspirazione, a 21 mm dallo spigolo inferiore, creati per migliorare l' afflusso della miscela nel cilindro.

Le bielle con forma ad "I" hanno interasse di 110mm (misura tuttora usata).
 

         

 

 

 

L'impianto di raffreddamento, alimentato da una pompa meccanica centrifuga con un rapporto di riduzione di 1.6 rispetto ai giri del motore, ha un radiatore con capacità radiante di 10.000 Kcal/h, una altezza di 272.5 mm una larghezza di 180 mm ed uno spessore di 32 mm. La capacità totale dell'impianto di raffreddamento é di 1.8 litri.
 

 

 

         

               

I carburatori ora sono due Mikuni SS da 26 mm, ed il getto del massimo è da 160. Il sistema di lubrificazione rimane affidato ad una pompa meccanica, la quale preleva olio dal serbatoio di 1.6 litri posto sotto la fiancatina sinistra, per poi immetterlo a pressione ai cuscinetti di banco, ai perni di manovella, ed alle pareti dei cilindri.
Il pacco lamellare consiste di lamelle a due petali con spessore di 0.5 mm ed alzata pari a 9 +/- 0.4mm.

 

 

 

 

 


 

La ciclistica si basa su un classico telaio a doppia culla chiusa in tubi di acciaio con il canotto inclinato di 27°10', con l'avancorsa che quindi passa a 102 mm. ed un interasse di 1365 mm.Ma la novità la troviamo al retrotreno, in quanto questo è il primo modello stradale Yamaha dotato della sospensione "Monocross", che tra l'altro è anche la prima sospensione mono ammortizzatore realizzata in tempi moderni.

L'escursione è di 110mm., ed è controllata da un ammortizzatore oleopneumatico "De Carbon" messo in posizione quasi orizzontale. Il forcellone posteriore è dotato di una capriata superiore che agisce sull'estremità dell'ammortizzatore ed irrobustisce notevolmente la struttura.

La forcella anteriore, di tipo teleidraulico con canne da 32 mm., ha l'escursione portata a 140 mm.
L'impianto frenante ora viene maggiorato con due dischi da 267 mm. all'anteriore ed un tamburo da 180 mm al posteriore; le pinze freno sono di tipo flottante con pasticche rettangolari e diametro del cilindretto di 38.18 mm.

 

 

 

Le ruote ora sono fuse in alluminio a 5 razze sdoppiate con disegno curvilineo e canale 1.85 X 18", i pneumatici sono anteriormente di misura 3.00-18 e posteriormente 3.50-18.

Il serbatoio è in lamiera, mentre il parafango anteriore, i fianchetti e il supporto sella sono in plastica.
La moto ora, con la sua maneggevolezza, il basso peso di 139 Kg e la potenza del motore, consente di tenere un tipo di passo difficilmente eguagliabile dalle pluricilindriche dell'epoca, è quindi qui che si trova sostanzialmente il motivo dell'inizio del suo grande successo.

Una moto così tecnologicamente avanzata è normale che abbia avuto nella sua prima serie, una serie di "difetti di gioventù"  prontamente corretti da Yamaha a partire dal model year 1981.

E caso molto raro ai tempi, con una serie di kit per risolvere i problemi dei modelli precedenti, in garanzia.

 

 

Vediamoli nel dettaglio

 

 

Le marmitte:

si rompevano all' altezza dell'attacco al cilindro, la causa era una fragilità intrinseca accentuata da

un non corretto sistema di smorzamento delle vibrazioni del motore.

Con grande attenzione da parte di Yamaha, il problema fu prontamente risolto ridisegnando il collarino di attacco

ai cilindri, nonchè i cilindri stessi e inserendo nuovi tiranti.

Addirittura fu realizzata una marmitta apposita e un kit per i primi modelli definiti 4L0-00.

 

 

 

Carburazione:

Evidente buco di coppia e potenza tra i 5.000 e i 5.600 rpm e problemi generali di carburazione: risolti con il cambio dei getti e la  ritaratura della pompa autolube.

I getti passano dal 160 al 140 sui modelli '80.

Sui modelli successivi vengono montati nuovi carburatori e getti 220.
 

        

 

 

 

Ciclistica:

Vengono cambiate le forcelle anteriori con un modello simile, ma con lo spurgo olio e vengono inseriti gli ingrassatori per le boccole del forcellone. Inoltre viene cambiato il passo della molla del mono ammortizzatore posteriore.

      

 

 

 

 

 

Freni:

vengono cambiate le pinze.

 

 

 

 

 

COLORAZIONI DISPONIBILI

 

Colore nero:

 

 

 

 

 

 

 Colore blu:

  

 

 Colore bianco:

 

Colore rosso:

Versione RZ

 

 

PARTICOLARI VARI

 

Attrezzi di bordo

 

 

  

Cupolino

 

 

  

Puntale

 

 

Strumentazione

 

 

 

Dettaglio forcellone posteriore

 

 

         

Avantreno

 

 

 

Brochure Giapponesi
 

      

      

      

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 DETTAGLI MOTORE
(con evidenziate le differenze tra le varie versioni)

 

 

 

 

 

 

  

Kit carburatore

 

 

 

 

 

         

Parti del blocco motore

 

 

Coperchio carter sinistro

 

 

Motore completo

 

 

 

 

 

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