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Posted - 29 Oct 2006 :  08:33:03  Show Profile
Ducati cerca il rilancio

Momento delicato per la Casa bolognese, come confermato dalle ultime notizie in fatto di quote azionarie e movimenti bancari che la riguardano. Il compito di risollevare la situazione è affidato a nuovi modelli in via di definizione e a quelli già pronti per il debutto.
di Alan Cathcart

Dopo 10 anni dalla sua acquisizione, il colosso americano Texas Pacific Group ha deciso di mettere in vendita il capitale azionario della Ducati che naviga attualmente in una situazione tutt’altro che facile. Come rivela un resoconto dell’11 novembre 2005, nei primi 9 mesi del 2005 Ducati ha registrato un fatturato di 240,3 milioni di Euro, vale a dire il 10% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che corrisponde a un calo del 5,3% nelle immatricolazioni. In realtà, negli Stati Uniti si è registrato un incremento del 21% nelle vendite, mentre un +4% si è avuto in Francia, ma Ducati è scesa del 18% in Germania, del 17% nel Benelux, del 16% in Gran Bretagna, del 15% in Italia e del 9% in Giappone. Questi risultati corrispondono a una perdita di 6,9 milioni di Euro nei primi 9 mesi del 2005 contro un guadagno di 2,5 milioni fatto registrare nello stesso periodo dell’anno precedente, fatto quest’ultimo attribuito a un calo generale nelle vendite di moto, a una gamma bisognosa di rinnovamento e ai cambi sfavorevoli con le valute extra-europee.
Allo stesso modo, le cause di questa difficile situazione vanno ripartite tra i costi di manodopera, la politica dei prezzi di listino e l’approccio con cui viene allestita l’intera gamma, ottenuta combinando motori e ciclistiche in modo da produrre varie versioni dello stesso modello.
Insomma a fronte di una perdita di ben 16,6 milioni di Euro nel 2005, che si aggiungono ai 9 già persi durante il 2004, Ducati sembra avviata verso un trend che necessita al più presto di un’inversione di tendenza.
Tanto per fare un esempio, entrambi gli showroom Ducati UK situati a Londra sono stati chiusi nel mese di Ottobre 2005. Davvero un brutto segnale, se si considera che proviene da una città economicamente forte come la capitale inglese, che mette in evidenza lo stato di crisi dell’azienda italiana.
“Nonostante ci siano stati segnali di ripresa nel tre quadrimestre del 2005, – dice l’amministratore delegato Federico Minoli – i risultati non sono per niente soddisfacenti e il ritardo con cui sono andate in produzione le Sport Classic non ha certo contribuito a migliorare la situazione. La nostra speranza è comunque quella di invertire questa tendenza grazie ai 3.500 esemplari di Paul Smart e Sport 1000 che sono già stati prenotati.”
Oltre alle Sport Classic, la Casa di Borgo Panigale ha recentemente presentato anche il nuovo Monster S4RS motorizzato Testastretta e un interessante prototipo denominato Hypermotard. Tuttavia, rimane il fatto che le vendite delle 999 e delle 749 lascia molto a desiderare in alcuni paesi e, a quanto sembra, Claudio Domenicali, responsabile dello sviluppo prodotto, sta cercando di accelerare i tempi affinché sia presentata una nuova gamma di Ducati sportive di grossa cilindrata attualmente ancora in fase di studio.
Molto probabilmente, queste moto non saranno più disegnate da Pierre Terblanche, recentemente spostato dal ruolo di direttore del Centro Stile Ducati a responsabile di un team di ricerca e sviluppo esterno con sede a Torino.
Adesso, però, il discorso passa nelle mai di Andrea Bonomi, personaggio cui fa capo Investindustrial, la società che ha raggiunto con la TPG un accordo per rilevare poco meno del 30% delle azioni di Borgo Panigale. La Borsa, però, non ha gradito l'annuncio e il titolo Ducati Motor Holding ha ceduto subito l'8%. Bonomi, una volta entrato in Ducati, dovrà quindi impegnarsi seriamente nel ricapitalizzare l'azienda e dare il via al nuovo piano industriale. Del resto, è anche per questo motivo che il finanziere italiano è riuscito a strappare un buon prezzo d'acquisto. Speriamo, dunque, che il nuovo “padrone” si impegni per un rilancio in grande stile dello storico marchio italiano.


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