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RickRD
Quasi manico
 
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Posted - 08 Oct 2003 : 01:05:25
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Ragazzi, ripeto che non sono un esperto elettrotecnico, ma questa mia "ostinazione" nel portare avanti la "mia" teoria deriva dalla fonte da cui l'ho appresa. Sul Numero 12-'97 di Mototecnica e' stato pubblicato un articolo sull'argomento. A parte la descrizione del funzionamento dei circuti di ricarica e dei vari tipi di regolatori-raddrizzatori che, almeno per me, permettono di accettare quanto sostengo, cito testualmente: "In un circuito di ricarica dell'accumulatore che utilizzi magneti permanenti, non e' possibile generare piu' energia di quella necessaria per alimentare tutti i carichi elettrici del veicolo. Infatti, poiche' non si puo' controllare l'intensita' del campo magnetico sull'iduttore, tutta l'energia generata deve comunque essere utilizzata e, se non ci sono sufficienti carichi elettrici per consumarla, occorre dissiparla nei componenti di potenza del regolatore di tensione". A me il senso di tale discorso appare molto chiaro. Cercando di dare una spiegazione logica al fenomeno, premettendo che nelle mie precedenti affermazioni ho trascurato un piccolo particolare, direi che il mio discorso e' valido al di sopra di un certo regime di giri del motore. Se non sbaglio, la differenza di potenziale generata dall'alternatore e' proporzionale, non so se direttamente o con una legge esponenziale, al regime di rotazione. Ad un certo regime di giri si superera' il valore limite di circa 14,5 v oltre il quale non e' bene andare per evitare di fare i fuochi con l'impianto elettrico. Come detto prima per non oltrepassare questo valore i regolatori di tensione motociclistici agiscono mettendo a massa (cortocircuitando) le tre fasi provenienti dall'alternatore. Mi pare abbastanza ovvio che le tre fasi a massa siano in grado di assorbire TUTTA la potenza generata dall'alternatore, dissipandola! Percio' credo che la "mia teoria" possa essere considerata valida semplicemente aggiungendo nell'enunciato "al di sopra di un determinato regime"! Che peraltro ritengo non sia particolarmente elevato! Ringrazio Rancido per il suo trattato che pero' andrebbe rivisto alla luce del funzionamento pratico del regolatore! In particolare mi riferisco al discorso del carico elettrico applicato all'alternatore che, con la cortocircuitazione dei diodi.
Un piccolo appunto per il Presidente: e' impossibile che l'assorbimento del paraolio della pompa sia superiore aquello della pompa elettrica. La pompa di serie ha un paio di cuscinetti ed un paraolio. Quella elettrica quanti cuscinetti e paraolio ha? Se poi ci mettiamo di mezzo anche i rendimenti de generatore e del motore elettrico......andiamo fuori con l'accuso. L'unica salvezza per il presidente e' che sia valida la "mia" teoria!  Ciao |
RickRD 1WT + MitoRD!!! |
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Rancido+
Pilota (o baffo)
    
5543 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 10:02:19
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Riccà, in attesa di tornare a casa e vedere se ho il numero di MT di cui parli, ti dico che quell'articolo si riferiva certamente a regolatori di tipo parallelo ossia quelli che "girano" verso massa le corrente eccedente al fine di mantenere la tensione ad un livello costante (ormai praticamente in disuso sulle moto per via dell'inutile spreco di energia che comportano). Ma fortunatamente non è il tipo di regolatore che abbiamo sull'RD, che è di tipo serie, decisamente più efficiente rispetto al primo in termini di energia sprecata (sotto forma di calore da smaltire). E questo sono in grado di affermarlo con un certo grado di sicurezza (ne sono più che certo) perchè se fosse come dici tu anche io, che sul mio TZR ho "rancidizzato" l'impianto elettrico lasciando solo ciò che serve per far stare acceso il motore, dovrei avere il regolatore che dopo un turno in pista dovrebbe essere una specie di tostapane, mentre anche dopo due estenuanti (per il gran caldo) turni al Mugello sotto il solleone di Giugno (quando già c'erano i 30 e più gradi) il mio caro regolatore non era nemmeno tiepido (e funziona benissimo, l'ho stra-misurato). Se fosse stato di tipo parallelo e avesse cortocircuitato a massa i 200 watt di cui parli, il mio TZR sul rettilineo avrebbe avuto più l'aspetto di una cometa che non di una moto!!! Battute a parte Riccardo, il magnete permanente, proprio perchè tale, ha come peculiarità quella di generare praticamente subito (ossia a giri non troppo elevati) la massima potenza che può fornire e raggiunto quel valore anche salendo di giri le cose non cambiano più di tanto. Tanto per dirti, sul nostro generatore la massima potenza viene dichiarata a soli 5000 giri, regime al quale già ci sono tutti i 200 watt disponibili. Attenzione, disponibili non vuol dire assorbiti e quindi dissipati! Disponibili, con un regolatore serie, vuol dire che stanno li in attesa di essere utilizzati. E se non li usi non c'è assorbimento di potenza, come la giri la giri torniamo sempre li. Da un punto di vista prettamente elettrotecnico, all'articolo di MT contesto solo il passaggio in cui si dice: <poichè non si puo' controllare l'intensità del campo magnetico sull'induttore, tutta l'energia generata deve comunque essere utilizzata>. Non è esattamente così, o meglio la frase, pur essendo riferita ad un regolatore parallelo, per essere un attimino più corretta avrebbe dovuto essere: <poichè non si puo' controllare l'intensità del campo magnetico sull'induttore, tutta l'energia generata deve comunque essere limitata dal regolatore (o controllata, o regolata)>. E' stato scelto il termine "dissipata" perchè il regolatore parallelo lavora dissipando la potenza in eccesso, ma la frase così com'è scritta può trarre facilmente in inganno. Mò Riccà, ci puoi credere o no a 'sta cosa, io non so più che dire per convincerti.
Per Max Non sono un insegnante (e lo sai, buzzicò ) però in passato ho dato ripetizioni di elettronica a qualche studente ed ho anche aiutato un po' di persone a prepararsi per l'esame di radioamatore (radiotecnica). E mettici pure che sono anche "membro" (sempre in senso buono ), di una commissione interministeriale che tratta proprio roba di radiantismo e radiotecnica. Tutte questo col tempo mi ha consentito di affinare la capacità di spiegare questo tipo di cose. Considera che gioco con questa roba da quando avevo 13 anni (ne ho 36) ed ho fatto la mia prima riparazione alla tenera età di 5 anni (un asciugacapelli a cui si era staccato un filo ). Sono piuttosto "lacunoso" in tema di digitale, ma sull'analogico non ho grossi problemi. Mò che ci penso tu a casa mia non ci sei mai stato, quindi non hai mai visto il mio laboratorio.... me sà che te devo invità prima o poi...  |
 ...mille misure, un solo taglio... |
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MAXRD500
Moderatore
  
595 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 10:14:16
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Lo so lo so che non fai l'insegnante di mestiere, ma hai la capacità di espressione, la competenza e la pazienza che dovrebbero avere tutti coloro che lo fanno . Ho cancellato il mio post perchè il tuo è sicuramente più chiaro e più "motociclistico" . |
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RickRD
Quasi manico
 
354 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 11:00:03
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A me il discorso non torna ancora. Chiarito che sul regolatore parallelo ho ragione , mi restano ancora dei dubbi. Prima di tuto i regolatori sia della mia RD standard sia della Mito RD ( e aggiungerei anche quelli delle mie VTR e Dakota) scaldano di brutto. Per quanto ne so la tecnologia del regolatore parallelo non e' obsoleta ma, addirittura, la Ducati e' recentemente passata da regolatori in serie a quelli in parallelo. Per quanto si possa parlar male di Ducati, non credo che siano completamente rin*****ti! Nel regolatore di tensione in serie, se non ho capito male, al superamento della tensione max gli SCR reagirebbero "semplicemente" aprendo il circuito e scollegando l'alternatore. Giusto? Ma in questo modo la tensione ai capi "liberi" dell'alternatore non dovrebbe salire alle stelle? Che "schicchere" si avrebbero sull'impianto elettrico quando il circuito verrebbe richiuso? Piccola precisazione: non devi convincermi, dovresti aiutarmi a capire!  
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RickRD 1WT + MitoRD!!! |
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Rancido+
Pilota (o baffo)
    
5543 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 14:01:39
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Per Max Va bè, mò però hai esagerato, il post lo potevi pure lasciare! Vabbè.....
Per Riccardo Hai perfettamente ragione, devo aiutarti a capire e non cercare di convincerti, sono io che mi sono espresso male . Prima di andare oltre vorrei però ribadire che il nostro regolatore è di tipo serie, per cui il fatto che tu possa avere ragione riguardo quello parallelo non attiene al discorso delle nostre RD. Per quanto riguarda il resto, i regolatori delle moto stradali, anche se di tipo serie, scaldano per via della della batteria che a motore avviato è sempre sotto carica. Se ti vuoi levare la soddisfazione di verificarlo, rimedia un alimentatore variabile che sia in grado arrivare almeno fino a 15-16 volt e che abbia una corrente massima erogabile di almeno 2-3 ampere e somta la batteria da una delle moto che hai. Prendi un amperometro e mettilo in serie ad uno dei due fili che dall'alimentatore andranno ai morsetti della batteria (rispettando ovviamente le polarità). Regola l'alimentatore al minimo e accendilo. Noterai sull'amperometro che fintanto che la tensione dell'alimentatore rimane al di sotto di quella nominale della batteria non c'è passaggio di corrente. Se aumenti man mano la tensione vedrai che proprio in prossimità del superamento del valore nominale della tensione della batteria (intorno ai 12-12,5 volt) si verifica una brusca impennata della corrente erogata dall'alimentatore che quindi entra nella batteria ricaricandola. Se il tuo alimentatore ti consente di poter arrivare ai quei 14-14.5 volt che normalmente si hanno a motore acceso, vedrai che l'assorbimento (gli amperes erogati dall'alimentatore) non sono pochi, minimo saranno 2-3 se non di più 3 amperes a 14 volt sono circa 40 watt, ed ecco spiegato perchè i tuoi regolatori, al pari di quelli di tante altre moto, scaldano ancorchè anche loro possano presumibilmente essere di tipo serie. Per comprendere il principio di funzionamento di un regolatore immagina che al suo interno vi si trovi una resistenza variabile in serie al positivo di uscita. Se la tensione che entra nel regolatore è poca (motore al minimo) la resistenza assume un vaolre molto basso, quasi come se non ci fosse, per cui quasi tutto ciò che entra esce al positivo quasi senza subire attenuazione. Se la tensione che entra nel regolatore è troppa (motore su di giri) questa resistenza assume un valore più alto in modo tale da far si che la tensione uscente non superi il valore di 14-14,5 volt e che quella in più "cada" su di lei. Sta benedetta resistenza variabile, che può essere ottenuta in vari modi (anche ricorrendo a diodi controllati come gli SCR), quando il motore non è al minimo trattiene quindi su di se la parte di tensione (volt) eccedente i 14 volt ed ecco perchè il tutto scalda. Se per ipotesi a 5000 giri il generatore arriva a 25 volt (valore non troppo improbabile, credimi), il regolatore ne deve sempre far uscire 14 verso le utenze della moto per cui i restanti 11 volt se li cucca lui per intero. E se in quel momento l'assorbimento generale delle utenze della moto è (per esempio) di 3 amperes il regolatore deve dissipare ben 33 watt (11 x 3). Pensa che i saldatori a stagno per uso elettronico partono da potenze di 25 watt, e arrivano a temperature ben oltre i 300°c. Sulle ultime novità in fatto di regolatori ho sentito solo qualche voce ma non ho avuto ancora la possibilità di approfondire bene il discorso. E comunque, se non ho capito male, questi dispositivi di nuova generazione che ultimamente sono disponibili sul mercato sono genericamente (e se vogliamo impropriamente) definiti regolatori-parallelo, perchè ricorrono a soluzioni di tipo switching o PWM, quindi caratterizzati da notevole efficienza generale, e che scaldano (e sprecano) molto molto poco, ancora meno di quelli serie. Sono riuscito stavolta a farti comprendere il tutto, caro RickRD? (stavolta non ti ho chiesto se ti ho convinto  )
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 ...mille misure, un solo taglio... |
Edited by - Rancido+ on 08 Oct 2003 14:04:08 |
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nic65
Pilota (o baffo)
    
2604 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 14:24:08
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| interessante....,veramente interessante il dibattito e tra l'altro mi trovo d'accordo con Rancido per ragioni elettrotecniche.cmq volendo evitare di costruire delle moto a"PILA" per ridurre la massa volano potreste adattare qualche accensione a rotore interno.flangiature e coni nn sono un problema .il fatto di togliere l'impianto di ricarica in toto mi sembra eccessivo.alla fine per fare 2 turni che faccio metto la batteria dell'auto?consideriamo la pompa elettrica dell'acqua,le valvole e l'accensione,alla fine è come girare coi fari accesi.la pompa se nn ricordo male(presente in tantissime auto per raffreddamenti post arresto motore) i suoi 4-5 ampere dovrebbe assorbirli alla fine torniamo alla necessita' di avere l'alternatore o una bella batteriona.Ciao |
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Rick
Consigliere
    
Italy
3594 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 14:36:25
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E bravo Rancido,si capisce che tanta competenza non esce dal nulla... Volevo solo parzialmente rettificare quanto detto da Max:la CDI non è alimentata dalla batteria,infatti anche senza il regolatore il motore parte.Per l'accensione ci sono altri avvolgimenti dedicati. |
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Rancido+
Pilota (o baffo)
    
5543 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 15:37:12
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Caro Nic, col Campanaccio qualche giorno fa abbiamo misurato l'assorbimento a vuoto di questa pompa, che si è rivelato essere semplicemente ridicolo (poche centinaia di milliamperes). Sotto carico (con il liquido di raffreddamento nel circuito) non saprei dirti a quanto arriva, bisognerebbe rifare la misura ora, però a giudicare dalla sezione dei fili della pompa (veramente fini) non mi aspetto di leggere valori eclatanti. Se da un lato questo lascia ben sperare per la durata della batteria (nel caso di impianto a tutta perdita, chiaramente), dall'altra mi fa sorgere non pochi dubbi riguardo l'efficacia del lavoro che sarà chiamata a svolgere. Boh, sono un po' scettico riguardo 'sta storia della pompa elettrica e spero per Enrico che i fatti mi smentiscano. L'appunto di Rick è giusto, la CDI ha i suoi tre avvolgimenti dedicati (almeno mi pare di ricordare che siano tre...) Anzi, con l'occasione faccio una doverosa precisazione relativa ad una bonaria ca**ata che ho detto, visto che questa centralina l'ho erroneamente inserita nel computo delle utenze a 12 volt della moto. Non è così. Sorry! 
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nic65
Pilota (o baffo)
    
2604 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 17:21:24
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| beh questo lo avevo dimenticato(che la CDI è autonoma,ma pochi milliampere per la pompa mi sembrano troppo pochi,persino quella di un lavavetro non è cosi economica,ma che pompa avete usato?quelle da post-raffreddamento di cui parlavo(vedi Volvo 460,Clio 16,vecchie Audi TD etc etc)nn sono cosi' economiche in ampere Ciao ragazzaci |
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Rancido+
Pilota (o baffo)
    
5543 Posts |
Posted - 08 Oct 2003 : 18:20:08
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Enrico me l'avrà detto almeno 40 volte da dove proviene quella pompa, ma non c'è niente da fare, non m'entra in testa  . Mi sembra di ricordare solo che serviva a far girare il liquido per climatizzare l'abitacolo, e la macchina mi pare che fosse o una BMW o una Mercedes.... boh Aspettiamo che risponda direttamente l'interessato. Comunque 'sto fatto che il paraolio della pompa dell'acqua sia così frenato da far assorbire tutta 'sta potenza non mi torna del tutto, e di questo ho già avuto occasione di discuterne con Enrico li nel suo garage. Sinceramente non ricordo quanto sia dura da far girare a mano, però lui dice che è veramente tosta, e se alla fine l'ha tolta tutto 'sto morbido non doveva essere. Ma mi domando se è normale che un pompa sia così tosta da far ruotare. E in ogni caso, a parte le chiacchierate chiarificatrici con RickRD, per ora non c'è stato nessuno che sia stato in grado di rispondere ai dubbi che mi hanno indotto ad aprire questa discussione: c'è un modo per calcolare queste potenze assorbite da organi "di contorno" come la pompa dell'acqua ed il miscelatore? La quantità di energia che si frega l'impianto elettrico dovrebbe essere quella che ho sommariamente calcolato all'inizio, ma le altre?
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 ...mille misure, un solo taglio... |
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Campana
Presidente Onorario
    
3640 Posts |
Posted - 09 Oct 2003 : 13:44:35
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La pompa dell'acqua in questione è la pompa ad una girante del circuito di riscaldmanto dell'abitacolo della BMW 520...
A riguardo del paraolio, la prova l'ho fatta, e vi assicuro che l'attrito non è così basso come si potrebbe pensare.
Per la domanda posta da Rancido, non ti so dire, l'unica cosa da fare sarebbe mettere la moto su un banco prova. Non so se esite un qualche attrezzo tipo, la butto giù li, un dinamometro rotatorio (  )... magari con qualche formuletta... forse RickRD ci può aiutare..
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 "Amor est magis cognitivus quam cognitio." (Tommaso D'Aquino) "Nel due tempi si scala per accelerare, nel quattro tempi per frenare." (Io) "Il mare non appartiene ai despoti. Sulla sua superficie gli uomini possono esercitare leggi ingiuste, combattere, farsi a pezzi, ed essere spazzati via con gli orrori terrestri. Ma quindici metri più sotto, il loro regno finisce, la loro influenza si estingue e il loro potere scompare. Ah!, signore, vivere, vivere in seno alle acque! Solo laggiù c'è indipendenza! Laggiù non ho padroni! Laggiù sono libero."(J.Verne - 20K leghe sotto i mari) "Se tanta gente muore prima di aver imparato a vivere, è perchè vive come se non dovesse mai morire."(Capitano Singleton, corsaro e bucaniere 1720) "Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione." (Il Perozzi) |
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Maurizio Lo Russo
Presidente
    
3472 Posts |
Posted - 10 Oct 2003 : 09:30:03
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Ciao a tutti... scusate ma e' un pelo tardi ..o presto?..dalle mie parti e non ho fatto in tempo a leggere tutta la bibbia di Rancido...   volevo solo buttare nel cestino i miei 2 cents....io il problema l'ho afrontato un pelo diversamente....montero' una girante dal pieno ce dovrebbe avere una portata maggiore..... Il paraolio effettivamente e' un pelo duro, ma non ho nessuna intenzione di vedere schiuma nel mio carter quindi rimane cosi. Volendo ridurre veramente gli attriti del motore, il lavoro da fare e' molot semplice.....far lavorare il motore come dovrebbe!!!! Cioe', quanti centesimi e' fuori allineamento il tuo albero motore?.....no perche' se come penso e' fuori di 1decimo allora nun c'e pompa elettrica al mondo che te lo rimette in linea o che ti fa guadagnare quello che perdi in vibrazioni e attriti.... La prima regola e' quella di avere il motore "blueprinted" cioe' analizzato pezzo/pezzo e portato a lavorare alle condizioni ottimali....poi puoi fare tutte le modifiche che vuoi .... Buonanotte!!!!
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RickRD
Quasi manico
 
354 Posts |
Posted - 11 Oct 2003 : 00:31:15
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Rancido, mi hai quasi convin....hem volevo dire mi hai quasi fatto capire che probabilmente hai ragione.  Comunque per convincermi ('stavolta va bene il termine) del tutto avrei bisogno di fare qualche prova con un bell'amperometro!   Per quanto riguarda la potenza assorbita dalla pompa elettrica, non c'e' scritto nulla su di essa? di solito qualche dato c'e'. Resto comunque convinto che non assorba meno potenza della pompa originale. Sul fatto che sia piu' efficiente posso essere daccordo. Non stuzzicatemi su banchi prova e affini perche' c'ho un prurito addosso che tanto prima o poi mi tocca di costruirlo 'sto banco dimamometrico.    Concettualmente e meccanicamente e' una cazzata. La realizzazione della carpenteria metallica e della parte meccanica del misuratore non e' affatto complicata. Quello che mi frega e' la parte elettronica di acquisizione e elaborazione dati. Le mie capacita' non mi permetterebbero di andare oltre al pallottoliere!!!!!!!!  Ciao |
RickRD 1WT + MitoRD!!! |
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Campana
Presidente Onorario
    
3640 Posts |
Posted - 12 Oct 2003 : 02:03:45
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Comunque tanto per la cronaca... oggi ho battezzato la "Campana 01"... ed il ccs sembra funzionare alla grande (pure troppo), tant'è che ho dovuto mettere del nastro di alluminio su una parte del radiatore perché addirittura non entrava in temperatura il motore.
Per la cronaca "II"... su rettilineo fino alla 3° marcia (di più non si poteva mettere su quel circuito) ho dato più di 10 metri ad una Ducati 900...
Il motore gira pulito pulito fin oltre i 12K giri... e la potenza tranne un buchetto intorno ai 5k giri (a freddo) mi sembra tutto sommato molto lineare... e dà un arco di utilizzo decisamente ampio che va dai 7k ai 12k giri (non mi sembra male, no?)
Comunque sabato prossimo ripeto la giornata in pista con un pignone da 16 denti... vediamo se mi riesco a far uscire il sangue dal naso    |
 "Amor est magis cognitivus quam cognitio." (Tommaso D'Aquino) "Nel due tempi si scala per accelerare, nel quattro tempi per frenare." (Io) "Il mare non appartiene ai despoti. Sulla sua superficie gli uomini possono esercitare leggi ingiuste, combattere, farsi a pezzi, ed essere spazzati via con gli orrori terrestri. Ma quindici metri più sotto, il loro regno finisce, la loro influenza si estingue e il loro potere scompare. Ah!, signore, vivere, vivere in seno alle acque! Solo laggiù c'è indipendenza! Laggiù non ho padroni! Laggiù sono libero."(J.Verne - 20K leghe sotto i mari) "Se tanta gente muore prima di aver imparato a vivere, è perchè vive come se non dovesse mai morire."(Capitano Singleton, corsaro e bucaniere 1720) "Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione." (Il Perozzi) |
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Rancido+
Pilota (o baffo)
    
5543 Posts |
Posted - 13 Oct 2003 : 00:17:24
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Aridaje questo co 'sto sangue!!!!  Enrì, globuli rossi a parte, per me la tua esperienza del CCS ha del sorprendente! Molto, mooooolto interessante. Se ricordi ero stato scettico fin dal principio riguardo l'efficacia di questa modifica, ma mi devo ricredere. Anche se (si, c'è un "se") la prova, per essere veritiera fino in fondo, secondo me dovrà essere fatta nelle condizioni più svantaggiose possibili, quindi in condizioni di caldo estremo (la scorsa estate sarebbe stata ideale, ahinoi!!) e in un circuito con un lungo rettilineo. Si perchè girando su un circuito come quello in cui hai fatto la prova (mi dicevi che in rettilineo la quarta quasi non la mettevi) sono mancate le condizioni di massima erogazione di potenza (e quindi di massimo calore generato) per un tempo relativamente lungo. E questa condizione andrebbe verificata. Comunque, date le premesse, non credo che la cosa possa andar male, perchè se è vero che il buon giorno si vede dal mattino...... Nutro ancora i miei buoni dubbi sulla potenza che puoi aver "risparmiato" eliminando la pompa dell'acqua originale, ma questo è un altro discorso e che forse non avrà mai risposta. Della soluzione CCS mi intrigano le potenziali possibilità di sviluppo che una pompa elettrica può portare con se, perchè se girando al massimo, come ora, il raffreddamento è addirittura eccessivo, mi viene da pensare che se la pompa fosse pilotata da un circuito di controllo facente capo al sensore di temperatura posto sulla testata (quello che pilota la lancetta dell'indicatore originale della temperatura) si potrebbe impostare elettronicamente la temperatura voluta e poi ci penserebbe l'elettronica a mantenerla costante intervenendo semplicemente, ed in modo del tutto automatico, sulla velocità di rotazione della pompa stessa. Si sarebbe così realizzato un efficientissimo termostato elettronigo programmabile . Bravo Enrico, complimenti ancora per questo incoraggiante risultato .
Per RickRD A parte la contentezza per aver fatto breccia, in modo consapevole e ragionato, nelle tue precedenti convinzioni elettriche, 'sta cosa del banco dinamometrico autocostruito mi intriga by fear (da paura)!!!  Mica penserai di cavartela così, vero? Ti chiederei se tu, voglia e tempo permettendo, potessi spiegarmi un attimino cosa serve per fare un attrezzo del genere, stavolta sono io che ascolto te con molto molto interesse . |
 ...mille misure, un solo taglio... |
Edited by - Rancido+ on 13 Oct 2003 00:21:45 |
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